Pirati dei Caraibi 3: effetti speciali e interviste - Intervista

Pirati dei Caraibi 3: effetti speciali e interviste - Intervista

Intervista



La LucasArts style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana'> si è concessa un'interessante
intervista riguardo gli effetti speciali utilizzati nell'ultimo film dei Pirati
dei Carabi. Non solo, ci ha rilasciato anche alcune foto disponibili sulla
gallery del sito.


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lang=EN-GB style='font-size:10.5pt;font-family:Verdana'>PIRATES OF THE CARIBBEAN: AT WORLD'S END

style='font-size:10.5pt;font-family:Verdana'> 

Chi avrebbe pensato che un volo di un'ora da Los Angelese
a San Francisco avrebbe dato vita ad avventure d'alto mare, con tanto di
pirati, mostri oceanici?

Per il pluripremiato team del Lucasfilm Entertainemnt Ltd/industrial Light
& Magic, si trattava di un lavoro come un altro. Ed eccoli spargere la loro
polvere magica su Pirati dei Caraibi: Ai confini del mondo, l'ultimo episodio
della saga, posizionandola come IL film d'azione più cinematografico
dell'estate.



Responsabile di quasi Quattro decadi di stregoneria cinematografica, la Lucasfilm Entertainment, Ltd./Industrial Light & Magic ha dato vita a molti dei film più
inoconografici del mondo.

E.T. alla fine è tornato a casa, e Indiana Jones è sopravvissuto a molte
trappole mortali con l'aiuto del loro buon senso negli effetti speciali - per
non menzionare lo Jedi e le creature dello spazio che si sono conquistate il
loro posto nella storia della cinematografia.

Comunemente noto come ILM, il campus di San Francisco ostenta una artistica
struttura per gli effetti e un gruppo impareggiabile di professionisti nella
creatività - provenienti da più di 18 paesi diversi - le cui esperienza e
innovazioni tecniche hanno reso Pirati dei Caraibi: Ai confini del mondo uno
dei film più attesi di tutti i tempi.



"La parte veramente divertente è che è stato completamente diverso da tutto
quello cu cui ho lavorato fino ad oggi"
- ha commentato John Knoll,
Supervisore degli Effetti Visivi del franchise Pirati dei Caraibi, in occasione
di una presentazione ai media alla fine di Aprile presso la splendida struttura
dell'ILM. Guardando indietro al secondo episodio, Knoll - il quale, con suo
fratello, ha creato nel 1987 la ben nota applicazione per il computer Photoshop
- era particolarmente orgoglioso degli effetti che permettevano ai personaggi
di trasformarsi in scheletri in alcuni momenti del film.



"Semplicemente, mi innamorai dell'idea che i personaggi divenissero
scheletri alla luce della luna e delle sfide che avrei affrontato per renderlo
possibile."
Ha spiegato poi , "L'unico modo era quello di girare questa
scena come qualsiasi altra sequenza di azione dal vivo: ripredenderla con i
personaggi e poi prendere un "piatto pulito" per aiutare a "dipingere" il
personaggio con gli effetti visivi; il resto è una sorta di sovrapposizione,
cercando di far combaciare le performances il più possibile."




"Sono state molte le cose buone uscite da questa procedura, cipè
semplicemente girando sul set come tutte le altre azioni dal vivo"
ha
aggiunto Knoll. "Il vantaggio che il regista è stato in grado di lavorare
con gli attori nello stesso modo in cui era solito, e che gli attori hanno
potuto interpretare le loro parti al modo in cui erano soliti. Il direttore
della fotografia ha avuto qualcuno da illuminare, proprio come fa di solito.
L'operatore ha avuto qualcuno da inquadrare, e il montatore una scena da
tagliare. Tutte queste cose insieme producono l'esatta stessa energia, la
stessa vibrazione, del resto del film. Non c'è differenza di stile quando
entrano in campo gli effetti visivi - semplicemente avviene."




Al successo del team degli effetti ha contribuito anche il fatto di essere
dalla parte della produzione, secondo Knoll. "Io ho una filosofia che cerco
di mettere in pratica per quanto possibile, ovvero che gli effetti visivi non
possono controllare il processo di produzione."
E' fondamentale, ha notato,
che le restrizioni sulla pianificazione delle riprese siano al minimo. "Non
ci deve essere niente che necessiti di molto tempo per essere installato; deve
essere qualcosa che semplicemente porti sul set e con cui riprendi. Non ci deve
essere nessuna restrizione circa l'illuminazione o sul tipo di condizioni
atmosferiche in cui le riprese devono avvenire."




Quando scorrono i titoli di coda, a maggior ragione, è proprio quella fluidità,
quell'apparente assenza di cuciture, che determina se gli effetti erano
convincenti o meno. Il Supervisore dell'Animazione, Hal Hickel, che è entrato
in azienda nel 1996 come animatore, ha aggiunto, "Anche se un pubblico
guarda qualcosa e dice: " Che effetti fantastici", per me quello è una sorta di
fallimento. Vorresti in qualche modo che fossero confusi da quello che vedono e
non fossero in grado di intuire quando ci sono effetti - il che è veramente
anche molto più interessante per il pubblico, oltre che per noi. Questo nei
film di Pirati è stato veramente fantastico."



L'azione in prima linea non è stata l'unico punto focale per Knoll e Hickel, in
particolare quando si sono trovati davanti a Pirati dei Caraibi: Ai confine del
mondo. "L'episodio che lo precedava, anche se ricco di azione, era più
centrato sui personaggi; offriva un'esposizione importante che ha predisposto
la scena per l'arrivo del terzo film. Alludendo al fatto che ci sarebbe stata
ancora più azione e ancora più battaglie navali questa estate, Knoll ha
spiegato che gli "ambienti" per gli effetti speciali e gli scenari avevano
anch'essi svolto un ruolo imperativo per l'aspetto del film. Per esempio,
Pirati dei Caraibi: Ai confini del mondo ha richiesto una discreta quantità di
effetti speciali d'acqua: "Avevamo realizzato effetti d'acqua in precedenza -
li avevamo prodotti per La tempesta perfetta e per Poseidon - ed è sempre
veramente molto, molto duro. E' estremamente difficile. Per farli essere buoni,
bisogna lavorare in modo intensivo. Ed è oltretutto costoso realizzarli al
computer. Ci vuole un'eternità per renderizzarli, ed occupa molto spazio
sull'hardware. Ed è infine molto difficile far ripetere le immagini
velocemente."
Ha detto Knoll. "Ci siamo trovati di fronte a una bella
sfida, perchè dovevamo realizzarli in enormi quantità."
Delle riprese di
cui l'ILM è stato responsabile per Pirati dei Caraibi: Ai confini del Mondo,
750 prevedevano effetti speciali.

La strada che porta un film al grande schermo è raramente così semplice come il
risultato finale della produzione potrebbe farvi pensare, e queste parole non
sono state tanto vere quanto per Pirati dei Caraibi: Ai confine del mondo,
della Walt Disney Pictures. La freschezza e l'esperienza tecnica degli effetti
dell'ILM si sono combinati con il talento straordinario dei produttori e del
cast per creare la più emozionante cavalcata sull'acqua del 2007.


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La LucasArts style='font-size:10.0pt;font-family:Verdana'> si è concessa un'interessante
intervista riguardo gli effetti speciali utilizzati nell'ultimo film dei Pirati
dei Carabi. Non solo, ci ha rilasciato anche alcune foto disponibili sulla
gallery del sito.


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lang=EN-GB style='font-size:10.5pt;font-family:Verdana'>PIRATES OF THE CARIBBEAN: AT WORLD'S END

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Chi avrebbe pensato che un volo di un'ora da Los Angelese
a San Francisco avrebbe dato vita ad avventure d'alto mare, con tanto di
pirati, mostri oceanici?

Per il pluripremiato team del Lucasfilm Entertainemnt Ltd/industrial Light
& Magic, si trattava di un lavoro come un altro. Ed eccoli spargere la loro
polvere magica su Pirati dei Caraibi: Ai confini del mondo, l'ultimo episodio
della saga, posizionandola come IL film d'azione più cinematografico
dell'estate.



Responsabile di quasi Quattro decadi di stregoneria cinematografica, la Lucasfilm Entertainment, Ltd./Industrial Light & Magic ha dato vita a molti dei film più
inoconografici del mondo.

E.T. alla fine è tornato a casa, e Indiana Jones è sopravvissuto a molte
trappole mortali con l'aiuto del loro buon senso negli effetti speciali - per
non menzionare lo Jedi e le creature dello spazio che si sono conquistate il
loro posto nella storia della cinematografia.

Comunemente noto come ILM, il campus di San Francisco ostenta una artistica
struttura per gli effetti e un gruppo impareggiabile di professionisti nella
creatività - provenienti da più di 18 paesi diversi - le cui esperienza e
innovazioni tecniche hanno reso Pirati dei Caraibi: Ai confini del mondo uno
dei film più attesi di tutti i tempi.



"La parte veramente divertente è che è stato completamente diverso da tutto
quello cu cui ho lavorato fino ad oggi"
- ha commentato John Knoll,
Supervisore degli Effetti Visivi del franchise Pirati dei Caraibi, in occasione
di una presentazione ai media alla fine di Aprile presso la splendida struttura
dell'ILM. Guardando indietro al secondo episodio, Knoll - il quale, con suo
fratello, ha creato nel 1987 la ben nota applicazione per il computer Photoshop
- era particolarmente orgoglioso degli effetti che permettevano ai personaggi
di trasformarsi in scheletri in alcuni momenti del film.



"Semplicemente, mi innamorai dell'idea che i personaggi divenissero
scheletri alla luce della luna e delle sfide che avrei affrontato per renderlo
possibile."
Ha spiegato poi , "L'unico modo era quello di girare questa
scena come qualsiasi altra sequenza di azione dal vivo: ripredenderla con i
personaggi e poi prendere un "piatto pulito" per aiutare a "dipingere" il
personaggio con gli effetti visivi; il resto è una sorta di sovrapposizione,
cercando di far combaciare le performances il più possibile."




"Sono state molte le cose buone uscite da questa procedura, cipè
semplicemente girando sul set come tutte le altre azioni dal vivo"
ha
aggiunto Knoll. "Il vantaggio che il regista è stato in grado di lavorare
con gli attori nello stesso modo in cui era solito, e che gli attori hanno
potuto interpretare le loro parti al modo in cui erano soliti. Il direttore
della fotografia ha avuto qualcuno da illuminare, proprio come fa di solito.
L'operatore ha avuto qualcuno da inquadrare, e il montatore una scena da
tagliare. Tutte queste cose insieme producono l'esatta stessa energia, la
stessa vibrazione, del resto del film. Non c'è differenza di stile quando
entrano in campo gli effetti visivi - semplicemente avviene."




Al successo del team degli effetti ha contribuito anche il fatto di essere
dalla parte della produzione, secondo Knoll. "Io ho una filosofia che cerco
di mettere in pratica per quanto possibile, ovvero che gli effetti visivi non
possono controllare il processo di produzione."
E' fondamentale, ha notato,
che le restrizioni sulla pianificazione delle riprese siano al minimo. "Non
ci deve essere niente che necessiti di molto tempo per essere installato; deve
essere qualcosa che semplicemente porti sul set e con cui riprendi. Non ci deve
essere nessuna restrizione circa l'illuminazione o sul tipo di condizioni
atmosferiche in cui le riprese devono avvenire."




Quando scorrono i titoli di coda, a maggior ragione, è proprio quella fluidità,
quell'apparente assenza di cuciture, che determina se gli effetti erano
convincenti o meno. Il Supervisore dell'Animazione, Hal Hickel, che è entrato
in azienda nel 1996 come animatore, ha aggiunto, "Anche se un pubblico
guarda qualcosa e dice: " Che effetti fantastici", per me quello è una sorta di
fallimento. Vorresti in qualche modo che fossero confusi da quello che vedono e
non fossero in grado di intuire quando ci sono effetti - il che è veramente
anche molto più interessante per il pubblico, oltre che per noi. Questo nei
film di Pirati è stato veramente fantastico."



L'azione in prima linea non è stata l'unico punto focale per Knoll e Hickel, in
particolare quando si sono trovati davanti a Pirati dei Caraibi: Ai confine del
mondo. "L'episodio che lo precedava, anche se ricco di azione, era più
centrato sui personaggi; offriva un'esposizione importante che ha predisposto
la scena per l'arrivo del terzo film. Alludendo al fatto che ci sarebbe stata
ancora più azione e ancora più battaglie navali questa estate, Knoll ha
spiegato che gli "ambienti" per gli effetti speciali e gli scenari avevano
anch'essi svolto un ruolo imperativo per l'aspetto del film. Per esempio,
Pirati dei Caraibi: Ai confini del mondo ha richiesto una discreta quantità di
effetti speciali d'acqua: "Avevamo realizzato effetti d'acqua in precedenza -
li avevamo prodotti per La tempesta perfetta e per Poseidon - ed è sempre
veramente molto, molto duro. E' estremamente difficile. Per farli essere buoni,
bisogna lavorare in modo intensivo. Ed è oltretutto costoso realizzarli al
computer. Ci vuole un'eternità per renderizzarli, ed occupa molto spazio
sull'hardware. Ed è infine molto difficile far ripetere le immagini
velocemente."
Ha detto Knoll. "Ci siamo trovati di fronte a una bella
sfida, perchè dovevamo realizzarli in enormi quantità."
Delle riprese di
cui l'ILM è stato responsabile per Pirati dei Caraibi: Ai confini del Mondo,
750 prevedevano effetti speciali.

La strada che porta un film al grande schermo è raramente così semplice come il
risultato finale della produzione potrebbe farvi pensare, e queste parole non
sono state tanto vere quanto per Pirati dei Caraibi: Ai confine del mondo,
della Walt Disney Pictures. La freschezza e l'esperienza tecnica degli effetti
dell'ILM si sono combinati con il talento straordinario dei produttori e del
cast per creare la più emozionante cavalcata sull'acqua del 2007.